Il bruxismo

 

Con il termine bruxismo si intende la tendenza a digrignare o serrare i denti durante il sonno.
Può presentarsi in qualsiasi stadio del sonno e la forza con cui avviene l’occlusione può risultare superiore a quella ottenuta serrando i denti in maniera consapevole: nei casi molto gravi, infatti, può addirittura causare usura o frattura delle cuspidi dentarie, con danneggiamento anche delle strutture parodontali.
Chi colpisce il bruxismo?
Il bruxismo presenta una maggior frequenza nei bambini (88%), contro una prevalenza nella popolazione generale di 15-22%.

Non esiste preferenza di sesso, può colpire alla stessa maniera sia donne che uomini. È quindi un fenomeno diffuso, generalmente non avvertito. Generalmente se il disturbo si presenta già nell’infanzia, è probabile che permanga anche in età adulta.
Cause del bruxismo
Sono state proposte sia cause locali da malocclusione che sistemiche e genetiche, psicologiche, lavorative e legati allo sviluppo, ma nessuna di queste cause è stata riconosciuta come fondamentale.
Si è visto che il bruxismo insorge spesso nelle persone sottoposte a stress prolungati. Quando l’organismo è stanco si scarica tensione sui muscoli del volto, provocando un’iperattività di questi che porta al digrignamento.
Nel bambino, il bruxismo può manifestarsi come espressione di un disagio psicologico, per esempio le prime volte che va all’asilo o a scuola. Per lui sono situazioni molto stressanti e possono causare questo tipo di problema.

 

Sintomi del bruxismo
Il bruxismo non si presenta con nessun sintomo in particolare, se non per il fatto che può generare rumore, in quanto le due arcate dentarie sfregano tra loro. Questo può essere avvertito da chi condivide il letto o la camera del soggetto in questione e riferirlo quindi al medico.
Altri sintomi che possono comparire sono l’indolenzimento della mandibola, infiammazioni delle gengive, difficoltà ad aprire al massimo la bocca, aumento della sensibilità dei denti al caldo e al freddo, fastidio durante lo spazzolamento, dolori facciali e mal di testa.
Il bruxismo solitamente compare nelle ore di sonno leggero e il soggetto non se ne accorge perché non si riesce facilmente a tenere sotto controllo i muscoli facciali

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Conseguenze del bruxismo
La principale e più grave conseguenza del bruxismo è sicuramente il consumo dei denti, delle cuspidi dentarie. In alcuni casi si arriva addirittura alla rottura dei denti. Inoltre, è un fattore di disturbo per il sonno del paziente, che, per cercare di prevenire il digrignamento, si sveglia di continuo non riposando bene.
Diagnosi di bruxismo
Per la diagnosi si ricorre ad una visita da un odontoiatra che verificherà l’eventuale consumo dei denti e la chiusura della mandibola, per valutare se esiste una malocclusione o meno.

 
Terapia
I trattamenti proposti sono numerosissimi, ma alcuni mancano di risultati documentati dal punto di vista scientifico.

Di prima scelta sono sicuramente la correzione della malocclusione (nel caso in cui esista) e l’utilizzo di appositi dispositivi ortodontici durante la notte (come i bite).
I bite (pronuncia “bait”)sono apparecchiature mobili, costruiti con materiali rigidi o morbidi a seconda dell’indicazione del dentista. Si indossano di notte e si interpongono tra le superfici masticatorie ostacolando così il digrignamento dei denti. Vengono fatti dal dentista su misura, in base al calco delle impronte dell’arcata dentale. Il loro scopo è duplice perché proteggono lo smalto dall’erosione e ristabiliscono il corretto allineamento delle due arcate, così da eliminare le tensioni muscolari delle mandibola e del collo.

Inoltre, quando la persona digrigna i denti sulla nuova superficie, invia dei segnali ai recettori del dolore e ciò induce una riduzione dell’intensità dell’attività muscolare notturna.
Se il problema è di origine psicogeno, allora si dovrà tentare di eliminare la causa di stress, trovare momenti da dedicare a se stessi e cercare di rilassare volontariamente i muscoli facciali.
Ovviamente il medico può prescrivere farmaci ansiolitici, miorilassanti che attenuano i sintomi ma non eliminano la causa primaria dello stress e dell’ansia.

Quando, nei casi estremi, il dente presenta una grave usura da bruxismo, con danni estetici, si ricorre alla ricostruzione. Dov’è possibile, si consiglia di usare le resine, perché risultano meno rigide rispetto ad altri materiali e consentono una migliore protezione delle strutture articolari ossee.

Anche dopo la ricostruzione è importante proteggere i denti con un bite, almeno fino a che il disturbo non sia sparito.

 

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