Cos’è la perimplantite?

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Conoscere la perimplantite

A volte puo’ verificarsi un’infiammazione dei tessuti circostanti ad un impianto e viene definita perimplantite.

Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali sono le terapie da attuare!

Un intervento di implantologia

Un impianto dentale sostituisce la radice di un dente mancante ed è realizzato in lega di titanio secondo peculiarità precise. Inizialmente, l’impianto viene inserito subito dopo la perdita di un dente oppure in un secondo momento in alcuni casi. Se le dimensioni dell’osso ricevente non sono adeguate, si attuano una serie di misure per rendere possibile l’impianto. Un moncone, che funge da base per una protesi viene inserito nell’impianto al momento della sua applicazione oppure in un secondo momento, dopo un periodo di guarigione.

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Un’infiammazione da impianto

La perimplantite è un processo infiammatorio, che colpisce i tessuti intorno all’impianto osteointegrato portando ad una perdita del tessuto osseo di sostegno. La causa po’ essere infettiva oppure un’errata passivazione implanto-protesica. Clinicamente si possono riscontrare entrambe le cause. L’esame radiografico permette di distinguere facilmente una perimplantite da trauma occlusale da una batterica.

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Terapie meccaniche e non

Per salvaguardare il processo di osteointegrazione vengono attivate terapie che comprendono l’uso di farmaci antibiotici, antinfiammatori. E’ possibile ancheun’eventuale revisione di curettage chirurgico dell’area interessata e la rigenerazione ossea guidata. Tutte le terapie puntano a eliminare i batteri dalla superficie dell’impianto sia a cielo coperto che a cielo aperto. Le prime senza incidere la gengiva sono meno invasive ma non possono essere associate a rigenerazione dell’osso che richiede sempre il sollevamento di un lembo. Inoltre non permette di visualizzare e controllare le aree se pulite. Le seconde prevedono l’incisione della gengiva e il suo sollevamento.

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Tra le terapie meccaniche vi è l’uso di strumenti come curettes, il getto di bicarbonato o altre polveri, ed anche quello di frese per rimuovere tutte le spire e le rugosità implantari. Terapie non meccaniche prevedono l’uso di soluzioni antisettiche ed antibiotiche, sia sotto forma di lavaggi che in forme a lento rilascio dal gel alle fibre impregnate. Il Laser può sterilizzare le superfici. Limite comune di tutte le terapie che si limitano ad eliminare i batteri disinfettando o sterilizzando è che essi ricolonizzeranno gli spazi in quanto i batteri non si trovano solo sugli impianti. Diviene fondamentale correggere tali difetti ossei perché non tornino ad essere serbatoi di infezione. La rigenerazione ossea guidata è utile in questo senso, a meno che di ricorrere a terapie resettive che porteranno le superfici decontaminate all’aperto in zone pulibili.

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