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Odontoiatria conservativa

<img class="aligncenter wp-image-8489" src="https://studiodentisticosantevassallo.it/wp-content/uploads/2018/10/Odontoiatria-Conservativa.jpg" alt="Odontoiatria Conservativa" width="600" height="235" />L’odontoiatria conservativa è la branca dell’Odontoiatria che si occupa di ripristinare l’integrità dei denti che hanno perso parte della loro struttura. è volta alla prevenzione, alla diagnosi, al piano di trattamento ed alla riabilitazione delle patologie che coinvolgono i tessuti duri del dente (smalto, dentina, cemento), quali la carie, le abrasioni meccaniche (errato spazzolamento), le erosioni chimiche (azione degli acidi) e, entro certi limiti, l’usura dentaria (parafunzioni, bruxismo, serramento, digrignamento). Il trattamento viene effettuato attraverso la rimozione delle carie e la ricostruzione dei denti con materiali da otturazione (resine composite, cementi vetro-ionomerici). Il termine conservativa indica, appunto, un approccio mini invasivo che mira al rispetto delle strutture dentali residue. L’integrità di un elemento dentario può essere compromessa da eventi traumatici o più frequentemente da processi cariosi. Abbiamo, qualora le cavità presentino dimensioni notevoli, restauri adesivi con tecnica indiretta (intarsi), realizzati, cioè, dal laboratorio odontotecnico. Nel caso di denti devitalizzati, si usano spesso perni in fibra di vetro o di quarzo cementati all’interno dei canali radicolari, al fine di incrementare la ritenzione dei restauri coronali. L’Odontoiatria Conservatrice, si occupa anche delle procedure di Sigillatura, ossia della chiusura dei solchi e delle fossette occlusali di premolari, molari per mezzo di resine adesive fluide, in particolare nei bambini e negli adolescenti. <h2>La carie</h2> La carie dentaria è un processo destruente a carico dei tessuti duri del dente (smalto e dentina) causato da diversi fattori: microorganismi, dieta ricca di carboidrati fermentabili dai batteri e predisposizione individuale. Le white spots ( aspetto opaco del dente che indica gia una carie ) sono il primo stadio della lesione cariosa: se non vengono individuate e trattate in tempo, il processo di demineralizzazione che le ha originate prosegue dando origine a una lesione cavitaria. Quando lo smalto viene totalmente oltrepassato, i batteri incontrano la dentina, tessuto con maggiore contenuto organico e attraversato da canali microscopici detti tubuli dentinali. In questa fase il processo carioso può procedere più speditamente e diventare cavitato, se la matrice dentinale viene completamente distrutta. ESISTONO DIVERSE CLASSI DI CARIE : • I classe: cavità che interessano la superficie masticatoria (occlusale) di premolari e molari, i forami ciechi a livello vestibolare o linguale dei molari e le fossette di incisivi e canini. • II classe: cavità che interessano la superficie interprossimale di premolari e molari. • III classe: cavità che interessano la superficie di incisivi e canini, senza interessamento dell’angolo incisale. • IV classe: cavità che interessano la superficie interprossimale di incisivi e canini, con interessamento dell’angolo incisale. • V classe: cavità del terzo gengivale delle superfici vestibolari e linguali di tutti i denti. • VI classe: cavità che interessano le cuspidi dei molari. <h2>Come si diagnostica un carie?</h2> Nei primi stadi la carie dentaria è asintomatica. La diagnosi, in tale fase, può essere casuale ed effettuata esclusivamente dal dentista all’ esame obiettivo del cavo orale( si presenta come una macchia bianca o brunastra ) E’ importante l’ esame radiografico COME QUELLO VISIVO . Quando si arriva agli strati più profondi della dentina fino a quelli immediatamente soprastanti la camera pulpare, dove cioè sono racchiusi vasi e nervi, il processo carioso dà origine al “mal di denti”. La sintomatologia algica può essere scatenata da stimoli fisici (caldo e freddo) e chimici (zuccheri) o essere spontanea, cioè insorgere in assenza di stimoli. Se il dolore viene trascurato, il processo carioso prosegue fino a scatenare pulpiti o ascessi . Quali sono le sequenze operative per realizzare un’ otturazione? - Anestesia - Isolamento con diga di gomma - Preparazione cavità - Adesione - Stratificazione - Controllo occlusale, rifinitura e lucidatura <em><strong>Anestesia</strong></em> Per garantire l’ assenza di dolore durante la cura di una carie è spesso necessario effettuare l’anestesia locale. <em><strong>Isolamento con diga di gomma</strong></em> Questa fase serve a garantire l’isolamento del dente dalle altre strutture anatomiche del cavo orale, evitare danni a quest’ultime , contaminazione del campo operatorio da parte di saliva, fluidi orali e lo stesso respiro del paziente durante le procedure operative <em><strong>Preparazione cavità</strong></em> Si asporta tutto il tessuto rammollito e quindi cariato, preservando il più possibile il tessuto sano residuo. <em><strong>Adesione</strong></em> Permette di legare intimamente il materiale da restauro alla struttura dentaria. La tecniche di adesione smalto-dentinale si realizzano mediante 3 step: • Mordenzatura, ovvero trattamento con acido ortofosforico al 37% del tessuto dentario. • Disinfezione della cavità mediante clorexidina digluconato 2%. Ci permette un’accurata disinfezione della cavità e migliora l’adesione. • Applicazione dell’ adesivo vero e proprio che consente di creare dei legami chimici tra il dente e il materiale da restauro <em><strong>Stratificazione</strong></em> Consiste nel riempimento della cavità che abbiamo creato e pulito , mediante incrementi di resina composita. E’ fondamentale ottenere un buon adattamento del materiale al fondo della cavità; il ripristino di un adeguato punto di contatto del dente con gli elementi adiacenti; una modellazione del restauro che riproduca l’ anatomia dell’elemento dentario ed dare un colore quanto più possibile simile all’ elemento dentario residuo e a quelli adiacenti. <em><strong>Controllo occlusale, rifinitura e lucidatura</strong></em> L’ultima fase è quella in cui si controlla il contatto dell’elemento dentario col suo antagonista. In questa fase, mediante frese e gommini si rifinisce, si modella e si lucida il restauro per evitare ritenzione di placca e ottenere la un’ ottima estetica del restauro. <em><strong>Sostituzione di una vecchia otturazione</strong></em> Sempre per la sostituzione di una vecchia otturazione è necessario applicare la diga di gomma. Soprattutto se si rimuovono vecchie otturazioni in amalgama ( tossica ) . <em><strong>E’ necessario ricorrere alla terapia canalare piuttosto che all’otturazione di un dente?</strong></em> E’ necessario ricorrere alla terapia canalare di un elemento dentario quando il processo carioso ha raggiunto la polpa dentaria, determinando infiammazione o necrosi di quest’ultima. Nella maggior parte dei casi questa fase si manifesta clinicamente con dolore. Se è intervenuta necrosi del dente si può manifestare ascesso endodontico. <em><strong>La carie dentaria può colpire un dente “devitalizzato”?</strong></em> SI. <em><strong>E’ normale avere sensibilità dopo un’ otturazione?</strong></em> SI e puo’ durare all’ incirca una o due settimane dopo il trattamento . si verifica soprattutto per otturazioni molto estese e quindi prossime alla camera pulpare del dente.

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